Che ne sapete voi, dei miei dolori, dei miei segreti amori, degli odori di vita-o-borsa oppure morte, di quanti disonori porta la sorte, di quante sere storte, e storie senza storia...
Porterò tutto con me, fino alla tomba, e l'ombra del sospetto mi farà compagnia.
A ognuno la sua via, che se ne vada, via, lontano, ché a farmi male sono capace anche da me, da solo.
Restano immagini di false speranze che nessuno mai nessuno può sottrarre al loro destino marcescente: illusioni.
E pure luci, ombre, luci, tepore e fuoco bruciante, ghiaccio più caustico del fuoco, e grandi lontananze, come se alcuno più non esistesse, né mai fosse esistito mai.
domenica 19 ottobre 2014
lunedì 13 ottobre 2014
Autostima
Sono stato fatto oggetto, in questi giorni, di un paio di attacchi personali. Oh, niente di che, solo roba online. Però ho riflettuto.
1) A scuola ho avuto sempre buoni voti, pure studiando pochissimo. Quindi tanto deficiente non sono [*].
2) In trentacinque anni ininterrotti di lavoro, sono spesso stato lodato per le mie soluzioni brillanti (a volte senza ricevere un congruo corrispettivo economico, ma quella è un'altra storia). Quindi tanto inutile non sono [*].
3) I colleghi e gli amici mi adorano e anche oggi, a distanza di anni, mi ricordano con piacere e affetto. Quindi tanto asociale non sono [*].
4) Bene o male ho tirato su tre figli, che mi vogliono un mondo di bene e si stanno facendo strada nel mondo. Quindi tanto egoista non sono, meno che mai egocentrico [*].
Preferisco usare le mie capacità razionali, anche se non resto insensibile ai sentimenti. Valuto le critiche e non le prendo per buone al primo colpo: mi piace che mi convincano di che cosa ho sbagliato (se ho sbagliato), così come mi piace convincere, mai costringere. Queste sono caratteristiche che non cambierei per niente al mondo. Sono così: prendere o lasciare.
Ultimo ma non ultimo, non sopporto quelli che, arrivati al punto in cui dovrebbero "lasciare", allontanarsi spontaneamente da me, riprendersi la loro libertà e restituirmi la mia, invece mi restano attaccati come le cozze sullo scoglio. Di solito, se ne ho voglia, li faccio a pezzi piccoli, altrimenti comunque li stacco e lascio che tornino a vagare nel mare della loro incoerenza. E vaffanculo.
---
Nota: [*] di questo sono stato "accusato".
1) A scuola ho avuto sempre buoni voti, pure studiando pochissimo. Quindi tanto deficiente non sono [*].
2) In trentacinque anni ininterrotti di lavoro, sono spesso stato lodato per le mie soluzioni brillanti (a volte senza ricevere un congruo corrispettivo economico, ma quella è un'altra storia). Quindi tanto inutile non sono [*].
3) I colleghi e gli amici mi adorano e anche oggi, a distanza di anni, mi ricordano con piacere e affetto. Quindi tanto asociale non sono [*].
4) Bene o male ho tirato su tre figli, che mi vogliono un mondo di bene e si stanno facendo strada nel mondo. Quindi tanto egoista non sono, meno che mai egocentrico [*].
Preferisco usare le mie capacità razionali, anche se non resto insensibile ai sentimenti. Valuto le critiche e non le prendo per buone al primo colpo: mi piace che mi convincano di che cosa ho sbagliato (se ho sbagliato), così come mi piace convincere, mai costringere. Queste sono caratteristiche che non cambierei per niente al mondo. Sono così: prendere o lasciare.
Ultimo ma non ultimo, non sopporto quelli che, arrivati al punto in cui dovrebbero "lasciare", allontanarsi spontaneamente da me, riprendersi la loro libertà e restituirmi la mia, invece mi restano attaccati come le cozze sullo scoglio. Di solito, se ne ho voglia, li faccio a pezzi piccoli, altrimenti comunque li stacco e lascio che tornino a vagare nel mare della loro incoerenza. E vaffanculo.
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Nota: [*] di questo sono stato "accusato".
martedì 7 ottobre 2014
In silenzio
I bambini come me di solito muoiono alla nascita.
Un'altra possibilità mi fu data a 16 anni. Non la colsi e fu molto doloroso.
Ora sono qui e mi faccio largo nella vita a colpi di spada.
Mi siete inutili per la maggior parte.
Morite in silenzio.
Un'altra possibilità mi fu data a 16 anni. Non la colsi e fu molto doloroso.
Ora sono qui e mi faccio largo nella vita a colpi di spada.
Mi siete inutili per la maggior parte.
Morite in silenzio.
lunedì 6 ottobre 2014
Autunno
In autunno cambiano le cose. Per me è sempre stato così.
Come foglie ormai inutili, alcune cose cadono a terra, altre nasceranno, forse, a primavera.
"Abituarsi" è la chiave: la realtà ha sempre ragione. Camminare, correre, cadere, rialzarsi. Non smettere di aver voglia di correre. Combattere lo spirito dell'autunno, che suggerisce la morte.
Come foglie ormai inutili, alcune cose cadono a terra, altre nasceranno, forse, a primavera.
"Abituarsi" è la chiave: la realtà ha sempre ragione. Camminare, correre, cadere, rialzarsi. Non smettere di aver voglia di correre. Combattere lo spirito dell'autunno, che suggerisce la morte.
lunedì 16 giugno 2014
la cura interrotta
In genere sono un bravo paziente: quando il medico mi assegna una cura, la seguo scrupolosamente fino alla fine. Per le altre iniziative che intraprendo per il mio benessere non posso dire altrettanto. Sono sicuro che, se mi iscrivessi in piscina, ci andrei forse per il primo mese, poi basta.
Un tempo avevo sul comodino una pila di libri iniziati e lasciati a metà, forse due terzi. Ho imparato a leggerne uno per volta, e soprattutto ho imparato a procurarmi libri che mi interessano e che leggo tutti di seguito.
Anche per molte altre cose della mia vita succede lo stesso: mi piace quando le cose iniziano ad accadere, poi perdo interesse, a meno che non riesca a vederle come un continuo inizio. D'altra parte è vero che nessuno riesce a nutrire interesse continuativamente per tante cose diverse. Molte persone, che io sappia, hanno un singolo interesse, tutto il resto è noiosa quotidianità. Il mio hobby principale è dare inizio. Non importa a che cosa: di solito cerco di fare in modo che siano cose significative, ma non sempre.
Così succede che smetto, magari poi riprendo, poi smetto, poi decido se è davvero il caso di continuare la cura oppure di interromperla.
Un tempo avevo sul comodino una pila di libri iniziati e lasciati a metà, forse due terzi. Ho imparato a leggerne uno per volta, e soprattutto ho imparato a procurarmi libri che mi interessano e che leggo tutti di seguito.
Anche per molte altre cose della mia vita succede lo stesso: mi piace quando le cose iniziano ad accadere, poi perdo interesse, a meno che non riesca a vederle come un continuo inizio. D'altra parte è vero che nessuno riesce a nutrire interesse continuativamente per tante cose diverse. Molte persone, che io sappia, hanno un singolo interesse, tutto il resto è noiosa quotidianità. Il mio hobby principale è dare inizio. Non importa a che cosa: di solito cerco di fare in modo che siano cose significative, ma non sempre.
Così succede che smetto, magari poi riprendo, poi smetto, poi decido se è davvero il caso di continuare la cura oppure di interromperla.
sabato 17 maggio 2014
Una serata brutta
Una serata brutta, con tosse, mal di gola, mal di stomaco. Il tempo è incerto, ma continua a passare alla solita velocità. Stanotte magari non si dorme. Domani è un altro giorno, mia cara Scarlett.
sabato 8 febbraio 2014
Saggezza popolare
Dice: quando c'è la salute, c'è tutto.
Appunto. Capita che certi proverbi facciano riflettere sulle priorità, su quello che di solito non si considera, perché è scontato.
Anche la salute può essere in saldo. Scivola lentamente da un decennio all'altro, da un anno all'altro, da un mese all'altro, giorno dopo giorno. Com'era dieci anni fa? e venti? non ho voglia di ricordare.
Nel futuro c'è sempre una Primavera.
Quasi sempre.
Appunto. Capita che certi proverbi facciano riflettere sulle priorità, su quello che di solito non si considera, perché è scontato.
Anche la salute può essere in saldo. Scivola lentamente da un decennio all'altro, da un anno all'altro, da un mese all'altro, giorno dopo giorno. Com'era dieci anni fa? e venti? non ho voglia di ricordare.
Nel futuro c'è sempre una Primavera.
Quasi sempre.
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