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venerdì 11 giugno 2021

Marco

Cinque lunghi anni di frequentazione. L'età dell'adolescenza lascia il segno. Compagni di banco non è solo il titolo di un film. Ci vedevamo quasi tutti i pomeriggi, per studiare ma anche per attraversare Roma a piedi, da via La Spezia a piazza Risorgimento (il ritorno per lo più in autobus, con la tessera da studenti o senza biglietto). Attività: soprattutto parlare. Di noi, dei nostri problemi, di cazzate che facevano ridere soltanto noi, dei compagni e delle compagne di classe, dei primi amori.

Ci eravamo persi di vista, dopo qualche rimpatriata e qualche cena fra ex compagni di scuola. Mirabile la sua imitazione del prof. di Filosofia, rimasta patrimonio di tutta la classe. Non eravamo noi i più simpatici della classe, e nemmeno quelli più amati dalle ragazze. Ma avevamo una nostra nicchia, di simpatie, amici, amiche...

Ora Marco non c'è più. Una fine dolorosa e sicuramente non meritata. 

Sono convinto che prima o poi ci rivedremo, e faremo lunghe passeggiate da un lato all'altro del Purgatorio, ritorno in autobus rigorosamente senza biglietto.

giovedì 21 gennaio 2021

Stent by me

 Può capitare a volte di trovarsi improvvisamente in mezzo a una tempesta, anche dopo una giornata di sole. Può capitare che tutto precipiti in poche ore, che nessuno riesca a capire come aiutarti. Può capitare di ritrovarsi su un'ambulanza (per la prima volta!) nel cuore della notte, essere sballottato per 40 km (oh, come sballottano le ambulanze, nemmeno il luna park!) perché i tagli alla Sanità (o salute) hanno fatto chiudere ospedali e pronto soccorso a distanze più umane.

Umano: ecco, sembra che svanisca tutto ciò che è umano, e rimanga soltanto ciò che è animale: corpo, sangue, dolore. Poi improvvisamente la creatura che accompagna la tua corsa in ambulanza ti sorregge nelle curve (nonostante tu sia strettamente legato alla barella), ti conforta facendo un po' la guida turistica e un po' il localizzatore satellitare ("Qui c'è la discesa, mancano 10 km, ci siamo quasi") e tutto torna umano. La prima cosa che ti fanno quando scendi è il tampone (bleah!).

Poi inizia la nota trafila: visita-esami-diagnosi-reparto. Che però si rivelerà il reparto sbagliato, perché la diagnosi era sbagliata. Poco male, perché a causa della situazione Covid questo reparto è accorpato con un altro, che invece è il reparto giusto. Ricomincia la trafila: visita-esami-diagnosi. Fino ad arrivare alla prescrizione: installazione chirurgica di uno Stent JJ.

La sala operatoria, la prima della tua vita, se si esclude l'operazione alle tonsille quando avevi 7 anni, è bellissima. Sembra un'astronave di un film di fantascienza. Chi ti prende in carico è un po' nervoso perché tu devi essere operato a destra, mentre la postazione libera è sinistra. Mettono il letto al contrario (non sarà la prima volta - pensi). Poi l'anestesista decide che è una cosa da poco, e ti fa dare il gas, invece di sostanze in vena. Il risveglio è lieve, è passata poco più di mezz'ora, e tu sei solo qualche grammo più pesante, dal lato destro. Ma non lo senti.

Ti riportano al reparto e ricominci a parlare col tuo amico Andrea, che occupa l'altro letto nella stessa stanza, operato il giorno prima. E tutto torna umano, La tempesta è quasi passata, ma si vedono ancora i lampi, in lontananza.


giovedì 19 marzo 2020

La Festa del

La "Festa del papà" è una di quelle ricorrenze che mi aiuta a sentirmi in colpa. Più del solito, intendo.
Come disse giustamente una psicoterapeuta dell'età evolutiva che ho avuto il piacere di conoscere: figli si nasce, tutti. Alcuni diventano genitori: per sempre. E io lo sono diventato.

Specialmente in periodi di oggettiva difficoltà, mi viene da chiedermi che cosa ho dato ai miei figli: lasciando da parte le cose materiali, soprattutto la possibilità di studiare che, come mi ha insegnato mio padre, è l'unica che veramente ci libera dalla schiavitù dell'ignoranza. A parte questo, ho dato loro molta della mia presenza, serate e notti a parlare di esperienze che potessero stimolare la loro voglia di fare e di andare avanti. Mattine con la più piccola, mentre l'accompagnavo a scuola, a parlare di tutto, dal sonno, alla sua passione per la musica e la danza, ai suoi sogni.

Poi mi chiedo che cosa lascerò loro: una abitazione in zona sismica, molti cattivi esempi, i miei libri. Poca cosa per consentire loro di affrontare la vita. Ma nel frattempo sono cresciuti. Con e senza di me. Sicuramente fuori di me. Non è né bene né male: è la vita, la realtà, quella che ha sempre ragione.

sabato 18 gennaio 2020

L'anima nello stomaco

Lo dico sempre, lo dico spesso: ho l'anima nello stomaco.

Ogni volta che qualcosa non va, lo sento nello stomaco.

Ogni volta che sto male di stomaco, mi sembra che l'anima stia per volare via.

Come stanotte. Dormivo così bene, in compagnia dei miei soliti incubi. E invece. Mi sono svegliato col mal di stomaco. Mi sono alzato. Mi sono rimesso a dormire, E poi mi sono svegliato di nuovo.

Non c'è un motivo apparente. O forse è talmente tanto apparente che non riesco a vederlo. Mi sono messo a correggere del software che avevo scritto così, quasi per gioco, ma poi qualcuno ci conta, e lo usa. Mi sono messo a leggere le solite cose in internet. Erano più o meno sempre le solite. Ora sono qui che scrivo, e il mal di stomaco sta transitando nella pancia.

Sarà l'influenza. Ma l'influenza de che?

domenica 23 dicembre 2018

25 dicembre

E come tutti gli anni, anche quest'anno il Natale è arrivato.

Sempre triste, da quando non è più quello che facevo da bambino a casa di zio.
Sempre più triste, da quando non ci sono più i miei genitori.
Triste perché non riesco (più) nemmeno a trascorrerlo con i figli.

Triste perché la salute se ne va, anche più velocemente di quello che pensavo.
Triste come una parentesi da chiudere subito, prima che.

Passano gli anni, nella vana attesa, nell'ansia di crollare definitivamente fra i derelitti, dopo una vita in cui ho avuto sempre molto più di quello che mi serviva, in cui non ho chiesto nulla, non ho preteso nulla, nemmeno ciò che mi serviva. Passano, e cerco di non fare confronti con chi vedo: stanno tutti meglio di me, almeno sembra.

Tornerà un'altra Primavera, mai bella come certe che ho vissuto, ma sempre bella. Spero presto.

martedì 11 dicembre 2018

tutte le volte

L'ansia, tutte le volte che si tratta di andare da un dottore.
Fosse anche il dentista.

venerdì 27 aprile 2018

Riflessioni

Si riflette, a volte, sulla propria vita passata. E più passa il tempo e più c'è vita passata su cui riflettere.

Non sono mai stato uno che piaceva alle ragazze. Oppure non me ne sono accorto. Ci sono state ragazze che mi piacevano, e a una parte di esse sono piaciuto, non lo nego. Ci devono essere anche state altre ragazze a cui sono piaciuto, ma non me ne sono accorto: ne ho avuto qualche indizio. Ma non ho mai capito perché: non ho capito perché mi piacevano proprio quelle, e non altre. Non ho capito perché sono piaciuto proprio a quelle e non ad altre.

Niente accade per caso, o forse tutto. C'è chi si lascia guidare dall'intuito, dalle emozioni: io no. L'intuito trovo che sia una delle più fallaci capacità umane. Le emozioni le ho sempre viste come entità dannose per la mia salute fisica e mentale.

Tentando di scoprire una regola generale valida per me, ho trovato che mi piacciono le ragazze alte, col seno piccolo, le gambe lunghe e lo sguardo intenso. Meglio se portano i capelli corti. Meglio se non sono bionde. Però ho avuto due storie importanti con due ragazze alte e bionde, coi capelli lunghi: mistero.

Oltre a ciò, mi concentro sulle mani e ritengo molto importante il senso del tatto. Dicono che io sia abbastanza bravo coi massaggi. Qualcuna apprezza la mia voce, o gli occhi azzurri. Che in realtà sono celesti, ma diventano grigi quando è brutto tempo.

Archiviamo tutto questo nella cartella: pensieri inutili.

sabato 12 agosto 2017

Corollari

Oggi parliamo di Matematica.

Dalla Geometria Euclidea sappiamo che:
La somma dell'area dei quadrati costruiti sui cateti di un triangolo rettangolo è uguale all'area del quadrato costruito sull'ipotenusa del medesimo t.r. (Teorema di Pitagora).
Da ciò discendono alcuni curiosi Corollari.

1) Corollario dei Semicerchi.
La somma delle superfici dei semicerchi aventi come diametro i cateti di un triangolo rettangolo è uguale alla superficie del semicerchio avente come diametro l'ipotenusa del medesimo triangolo rettangolo.

Dimostrazione:
Siano a, b, c rispettivamente le lunghezze dei due cateti e dell'ipotenusa del t.r. che stiamo considerando.
Dal T. di Pitagora sappiamo che: a2 + b2 = c2
 La superficie S di un semicerchio di diametro d è data da:
S = (π (d/2)2 )/2 = π/8 d2

 Chiamando A, B, C le superfici dei tre semicerchi aventi come diametro i tre lati del t.r. otteniamo:
A = π/8 a2    B = π/8 b2    C = π/8 c2
 Quindi A + B = π/8 (a2 + b2) = π/8 c2 = C
 C.V.D.

2) Corollario dei Triangoli Equilateri.
La somma delle superfici dei triangoli equilateri aventi ciascuno come lato rispettivamente i due cateti di un triangolo rettangolo è uguale alla superficie del triangolo equilatero avente come lato l'ipotenusa del medesimo triangolo rettangolo.

Dimostrazione:
L'altezza di un triangolo equilatero è h = √3 l dove l è il suo lato.
Di conseguenza, la sua superficie è: S = √3/2 l2
 Chiamando A, B, C le superfici dei tre triangoli equilateri aventi come diametro i tre lati del t.r. otteniamo:
A = √3/2 a2    B = √3/2 b2    C = √3/2 c2
 Quindi A + B = √3/2 (a2 + b2) = √3/2 c2 = C
 C.V.D.

3) Corollario dei Poligoni Regolari.
La somma delle superfici dei due poligoni regolari di n lati aventi ciascuno come lato rispettivamente i due cateti di un triangolo rettangolo è uguale alla superficie del poligono regolare di n lati avente come lato l'ipotenusa del medesimo triangolo rettangolo.

Dimostrazione:
Del tutto analoga al Teorema 2, tenendo presente che la costante che moltiplica a2, b2 e c2 stavolta è la costante d'area φn (una definizione qui) del poligono regolare di n lati.

4) Corollario dei Poligoni Simili.
Considerando: un poligono A qualsiasi (anche irregolare) avente come uno dei suoi lati un cateto di un triangolo rettangolo, un poligono B simile ad A avente come lato omologo l'altro cateto, un terzo poligono C simile ad A (e B) avente come lato omologo l'ipotenusa del medesimo triangolo rettangolo, la superficie di C  S(C) = S(A) + S(B).

Questa dimostrazione richiede un ulteriore Teorema (detto T. di zap*) che afferma che:
Dati due poligoni (anche irregolari) X e Y simili tra loro, il rapporto fra le rispettive aree S(X) / S(Y) è uguale al rapporto fra i quadrati di due qualsiasi lati omologhi dei due poligoni: l2 / m2

___
*zap = il proprietario di questo blog

martedì 13 giugno 2017

Dopo di me

Ci ho pensato più volte, in questi anni, se fare testamento e in che termini.

Non che io abbia qualcosa di serio da lasciare ai posteri: gli spicci sul conto corrente andranno in ogni caso ai figli, ai quali ho già lasciato metà della casa in cui abitano (l'altra metà appartiene alla madre).
 
Restano i miei manoscritti, pubblicati solo in parte, e poco appetibili per il mercato editoriale italiano.
 
Le altre cose, i ricordi, qualche foto, anni di vita vissuti insieme, sono già nel cuore di chi devono.

Forse un consiglio posso lasciarlo: dimenticatemi presto. La vita non ha tempo per queste inezie.

venerdì 23 dicembre 2016

Lezioni

Nella vita si imparano tante cose, alcune utili, altre meno.

Per esempio, caratterialmente sono poco diplomatico, ma ho imparato che è infinitamente meglio convincere che costringere. E anche che bisogna far capire agli altri che non si vuole essere costretti, ma piuttosto essere convinti a fare qualcosa.

Non è per niente facile mettere in atto questo pensiero, ma la ricompensa è piuttosto alta: si migliorano i rapporti con gli altri, almeno con quelli onesti.

Poi ci sono sempre quelli che non rinunciano alla tentazione di metterti con le spalle al muro, ma per quelli è sempre pronta una bella reazione.

Buone Feste a chi se le merita.

sabato 3 dicembre 2016

Anche

Anche quest'anno le manderò gli Auguri di Natale. Anche quest'anno mi risponderà, forse, con una foto della bambina: quanti anni ha? Non ricordo.

Non importa il dettaglio, solo la memoria.

domenica 19 giugno 2016

Tempo

Piove. Facciamo finta che l'Anticiclone delle Azzorre non sia mai esistito. Però io me lo ricordo, quando ero piccolo, e anche in gioventù. Dice: ma erano tanti anni fa! E quindi? L'atmosfera cambia così velocemente?

Senza fare il catastrofista, ho la netta impressione che ci siamo giocati buona parte di quel Paradiso Terrestre: in cambio di che cosa? Non aspetto risposte, è una domanda retorica.

sabato 19 marzo 2016

Un sogno

Stanotte ho fatto un sogno. Andavo a un colloquio di lavoro con una mia amica (non so che amica, ma nel sogno era mia amica). Un palazzo grande, avevo appuntamento col Direttore Generale di un qualche Ente Pubblico. Entrando, dico alla mia amica, in tono ironico: "Se ci prendono, dopo me la dai, vero?" usando un linguaggio che non mi è solito.


C'era una porta chiusa. Arriva un tizio e la apre per entrare. Allora lo fermo e gli dico: "Salve, abbiamo un appuntamento col Direttore Generale". Ci fa entrare e ci dice di aspettare lì. Poco dopo arriva il Direttore Generale, che ci fa segno di entrare nel suo ufficio. Però subito dopo arriva il suo scagnozzo (quante cose si sanno in un sogno, anche senza saperle!) che gli prospetta non so quale problema. Allora il Direttore Generale ci chiede di attenderlo fuori dal suo ufficio. Gli chiedo se possiamo aspettare in una bibliotechina che avevo notato poco distante, lui ci consegna un libro ciascuno e ci dice "Certo, intanto leggete questi".



Con la mia amica ci sediamo su un divanetto della bibliotechina, e all'improvviso lei mi fa: "Limoniamo?" e io le rispondo: "E me lo chiedi?". Ci diamo da fare un bel po', poi mi sono svegliato.


venerdì 16 ottobre 2015

L'Uomo In(di)visibile

Un po' li invidio, quelli che nella loro vita intera riescono a passare inosservati. Quando ero piccolo, pensavo che sarebbe stato il mio obiettivo: uomo trasparente, di cui nessuno si accorge. Un puntino grigio piccolo piccolo in mezzo a milioni di altri puntini uguali: sarebbe stato per me un enorme successo, il massimo che avrei potuto desiderare dalla vita.
Poi invece imboccai l'altra strada, quella che porta al fallimento. Brillare per qualche attimo, amare ed essere amato come pochi altri al mondo. Esagerare. Non restare mai fermo in un posto. E alla fine piombare nella più completa oscurità.

sabato 27 dicembre 2014

27 dicembre

Si sta. Il dolore -forse- è passato. Il passato è sempre un po' dolore.

Il freddo si fa sentire, la stagione per me peggiore dell'anno non si smentisce.

Meglio non pensare al domani: potrebbe essere peggiore. Meglio distrarsi. Un cielo di stelle ha ben altro a cui pensare, che non a me.

Notte -magari- senza sogni. Segue giorno come un altro. E non sarebbe male.

lunedì 13 ottobre 2014

Autostima

Sono stato fatto oggetto, in questi giorni, di un paio di attacchi personali. Oh, niente di che, solo roba online. Però ho riflettuto.

1) A scuola ho avuto sempre buoni voti, pure studiando pochissimo. Quindi tanto deficiente non sono [*].

2) In trentacinque anni ininterrotti di lavoro, sono spesso stato lodato per le mie soluzioni brillanti (a volte senza ricevere un congruo corrispettivo economico, ma quella è un'altra storia). Quindi tanto inutile non sono [*].

3) I colleghi e gli amici mi adorano e anche oggi, a distanza di anni, mi ricordano con piacere e affetto. Quindi tanto asociale non sono [*].

4) Bene o male ho tirato su tre figli, che mi vogliono un mondo di bene e si stanno facendo strada nel mondo. Quindi tanto egoista non sono, meno che mai egocentrico [*].

Preferisco usare le mie capacità razionali, anche se non resto insensibile ai sentimenti. Valuto le critiche e non le prendo per buone al primo colpo: mi piace che mi convincano di che cosa ho sbagliato (se ho sbagliato), così come mi piace convincere, mai costringere. Queste sono caratteristiche che non cambierei per niente al mondo. Sono così: prendere o lasciare.

Ultimo ma non ultimo, non sopporto quelli che, arrivati al punto in cui dovrebbero "lasciare", allontanarsi spontaneamente da me, riprendersi la loro libertà e restituirmi la mia, invece mi restano attaccati come le cozze sullo scoglio. Di solito, se ne ho voglia, li faccio a pezzi piccoli, altrimenti comunque li stacco e lascio che tornino a vagare nel mare della loro incoerenza. E vaffanculo.

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Nota: [*] di questo sono stato "accusato".

lunedì 16 giugno 2014

la cura interrotta

In genere sono un bravo paziente: quando il medico mi assegna una cura, la seguo scrupolosamente fino alla fine. Per le altre iniziative che intraprendo per il mio benessere non posso dire altrettanto. Sono sicuro che, se mi iscrivessi in piscina, ci andrei forse per il primo mese, poi basta.

Un tempo avevo sul comodino una pila di libri iniziati e lasciati a metà, forse due terzi. Ho imparato a leggerne uno per volta, e soprattutto ho imparato a procurarmi libri che mi interessano e che leggo tutti di seguito.

Anche per molte altre cose della mia vita succede lo stesso: mi piace quando le cose iniziano ad accadere, poi perdo interesse, a meno che non riesca a vederle come un continuo inizio. D'altra parte è vero che nessuno riesce a nutrire interesse continuativamente per tante cose diverse. Molte persone, che io sappia, hanno un singolo interesse, tutto il resto è noiosa quotidianità. Il mio hobby principale è dare inizio. Non importa a che cosa: di solito cerco di fare in modo che siano cose significative, ma non sempre.

Così succede che smetto, magari poi riprendo, poi smetto, poi decido se è davvero il caso di continuare la cura oppure di interromperla.

sabato 17 maggio 2014

Una serata brutta

Una serata brutta, con tosse, mal di gola, mal di stomaco. Il tempo è incerto, ma continua a passare alla solita velocità. Stanotte magari non si dorme. Domani è un altro giorno, mia cara Scarlett.


domenica 10 marzo 2013

Sogno di pre-morte

c'erano stelle lontanissime, e piccoli robot che componevano poesie prima di andare a morire, e tutto era così sereno...

martedì 29 gennaio 2013

Saper fare

Non sono poche le cose che so fare. Fra queste, alcune le so fare bene. Fra quelle che so fare bene, alcune mi piacciono.

Non c'è stato un percorso premeditato in tutto ciò, o forse sì, ma a mia insaputa, quindi per me è lo stesso. Mi ritrovo ad essere "esperto" di alcune cose e di altre no. Non mi lamento.

Non si può saper fare tutto nella vita, l'importante è saper imparare. Distinguere ciò che è importante per la riuscita delle operazioni, per il raggiungimento degli obiettivi soggettivi. Farne tesoro, ripetere, migliorare, approfondire. Ognuno secondo le sue modalità. Quindi è essenziale conoscersi. Abbastanza. Soprattutto è importante avere fiducia in sé stessi e nelle proprie capacità. Chi si arrende alle prime difficoltà (ma anche alle successive) è già morto.

Per questo sono qui: perché non sono ancora morto.