Visualizzazione post con etichetta pioggia acida. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pioggia acida. Mostra tutti i post

lunedì 11 marzo 2024

E ancora

 Ancora non è finita. In realtà, finché non finisce non lo è, ma prima o poi sarà finita davvero.

Di notte ho un nuovo doloretto a sinistra, fra l'ascella e la spalla. Fino a poco fa, di giorno scompariva. Ora è quasi fisso. Ma con questo tempo umido, piovoso e freddo, potrebbe anche essere un dolore reumatico.

Mi illudo.

Venerdì ho di nuovo visita, lo dirò al dottore. Ma non spero in nessuna soluzione a breve.

venerdì 6 gennaio 2023

Ricomincia

 È ricominciato? È solo una convenzione. Un'orbita ellittica non ha né inizio né fine.

Convenzioni. Quelle buone e utili non siamo in grado di crearle né di rispettarle.

Giostre.

martedì 26 aprile 2022

Realtà e fantasia

 "Ogni persona che passa nella nostra vita è unica.

Sempre lascia un po' di sé e si porta via un po' di noi"

(Borges)

Chi non lo capisce non dovrebbe avere il diritto di passare nella nostra vita, nemmeno di striscio.

---

La Realtà ha sempre Ragione.

Ma la Fantasia, il Sogno hanno la restante parte dell'Essere umano.

mercoledì 1 aprile 2020

Fast Forward

- Buongiorno, dissi quando la incontrai di nuovo per strada, molti mesi dopo.
- Ciao, rispose, come se non fosse successo nulla.
- È ancora impegnata con gli interventi sociali? chiesi un po' provocatoriamente.
- Ma non eravamo passati al "tu"? disse piuttosto sorpresa.
Sorrisi, in un modo che voleva dire: ma chi vuoi prendere in giro! Invece, dissi:
- Non ricorrono le condizioni.
Sembravo un avvocato. Forse avevo letto troppi romanzi di Carofiglio.
Non reagì, incassò il colpo.
- Arrivederci, si congedò lasciando volutamente senza risposta la mia domanda.

Eh sì, pensai: ci sono cose più interessanti da fare che stare a chiacchierare a distanza con un vecchio mezzo rimbambito. E anche persone più stimolanti da frequentare.

- Arrivederci, salutai, pensando: speriamo non troppo spesso.

lunedì 9 marzo 2020

Corona

Non so che cosa abbia di regale questo nuovo virus che sta circolando.
So che sta mettendo a nudo molte caratteristiche che le persone di solito tendono a nascondere.
Mi sembra che in molti, troppi casi si dia più importanza alle faccende economiche (i soldi), invece che alla salute di ognuno.
E forse questo è il problema maggiore, che sta alla base di tutti quei comportamenti irrazionali, stupidi e dannosi (per sé e per gli altri), che in questi giorni si stanno consegnando alle cronache: si fugge da una zona dichiarata pericolosa, pensando di evitare così il contagio, e invece si diventa in molti casi veicolo di quello stesso contagio. Si chiama egoismo, egocentrismo, ma soprattutto stupidità, perché, oltre a produrre un danno, oggettivo o potenziale, agli altri, non arreca nessun vantaggio a chi lo fa.
Dicono tutti che sarà una battaglia lunga, incerta. Alcuni nascondono dietro l'incertezza la loro incapacità a guardare lontano, ad includere nel loro sguardo quello che meccanicamente chiamano Società.
Non basta il coraggio per vincere sfide come questa, serve anche una certa dose di culo. Ma certamente non basta il culo, se manca il coraggio. E la Ragione.

lunedì 30 dicembre 2019

Anni e anni

Uno dopo l'altro. Li vedi solo uno alla volta, quando arrivano. Ma quando sono passati, sono lì, tutti insieme. O quasi: almeno fino a dove trovi il coraggio di guardare.

Non mi lamento. Sì ogni tanto mi lamento, ma più per le cose fisiche, gli impicci inevitabili. In linea generale invece non ho niente di cui lamentarmi.

Non ho perso occasione per riempire questa mia vita di sensi di colpa: sarà un fatto genetico, la remota appartenenza alla stirpe ebraica? oppure il perenne sentirsi dalla parte degli ultimi, anche se non proprio l'ultimo.

Non è dato sapere a che cosa è servito, se mai sarà servito a qualcosa. Ci vuole umiltà, forse molta di più di quella che normalmente riesco a mettere in campo.

Un abbraccio a me stesso, a presto.

giovedì 13 giugno 2019

comunicazione


Avevo perso di vista il problema. Voglio dire il mio problema. Magari per altri va bene così.

Si incontra qualcuno. Sempre più spesso non ci si guarda nemmeno negli occhi. Si comincia a parlare. Per conoscersi. Niente di male. Le frasi corrono, velocissime.

Poi, a un certo punto. Bastano pochi giorni. Fosse per me, andrebbe avanti tutto come prima. Sì, magari bisognerebbe fare un piccolo sforzo di fantasia: per trovare gli argomenti, i toni, le situazioni giuste. Una roba semplice, lineare. Senza pretese.

Invece, tutto raggiunge una discreta velocità. Poi. Si. Ferma. O rallenta moltissimo. Senza un motivo. Apparente. Senza un motivo che sia per me apparente. Forse dall'altra parte è persino ovvio.

Cade la comunicazione.

Eppure la bolletta emotiva sono convinto di averla pagata. Anche troppo.

Cambierò provider. O resterò senza comunicare per un po': mesi, anni. Finché non avrò di nuovo perso di vista il problema.

sabato 22 dicembre 2018

Spam natalizio

Stamattina nelle mail ne ho trovate due nuove: 1) Renzi Enews, 2) Emergency che mi rassicura che in Afghanistan si continua a morire.

In altri tempi avrei letto che cosa aveva da dirmi Renzi e mi sarei informato su Emergency, per potergli dare il mio otto per mille.

Oggi non me ne importa niente di come Renzi tenti ancora di ricostruire la DC sotto falso nome (la DC, non Renzi), né mi servono informazioni per destinare un otto per mille che non c'è perché il mio reddito è zero.

Tra l'altro, poiché il mio reddito "di cittadinanza" è zero, allora sono apolide: era ora che qualcuno se ne accorgesse!

giovedì 20 dicembre 2018

Social Network

Da qualunque parte lo guardi, non riesco a trovare il senso dell'oggetto Social Network. Quando ero su FaceBook, l'unica esperienza degna di nota è stata partecipare a un gruppo di dializzati e trapiantati di reni, che gravitava nell'Emilia. Ci ero capitato per caso, seguendo una che avevo "conosciuto" sempre su FB. Erano abbastanza simpatici, mediamente, e anche se a volte si lamentavano per le loro patologie, riuscivano a trovare il lato divertente della vita. Una volta hanno anche organizzato una cena in una pizzeria di Reggio Emilia, a cui non ho partecipato a causa della lontananza e per motivi economici. A parte questo singolo episodio, terminato quando mi sono cancellato da FaceBook per altri motivi, non arrivo a comprendere l'entusiasmo di chi trova sui Social Network qualcosa di interessante. Ho vissuto in prima persona la stagione dei Blog, ero uno degli animatori di Roma Blogger Corner ai tempi di Splinder. Ogni tanto ci vedevamo a cena, si parlava di qualsiasi cosa, alcuni erano anche simpatici, qualcuno mi seguiva sul Blog e io seguivo i loro. Ogni tanto ci commentavamo. Anche lì c'erano dinamiche interpersonali di vario tipo: amicizie, avventure amorose di vario tipo, qualche scaramuccia (a cui non ho mai partecipato). Ma, come sanno benissimo anche le intelligenze artificiali e i sociologhi della rete, nonché gli esperti di comunicazione online, un Blog è una cosa completamente diversa da un Social Network. Non mi interessa qui fare la teoria dei Blog, si trova molto materiale in giro, anche in rete. Il fenomeno a cui non riesco a trovare una collocazione è il Social Network "di parole" (non quelli in qualche modo legati ad altre modalità espressive). Provo la stessa indifferenza che provavo nei confronti delle BBS (a cui infatti mai ho partecipato). Botta e risposta con perfetti sconosciuti: boh. Anche se poi a volte ci si ritrova intorno a un tavolo con la scusa di una pizza, quelli (e quelle) restano perfetti sconosciuti. Sarà che per fare amicizia ho altri canali, privilegio persone con cui ho qualcosa di reale in comune. Poi magari li ritrovo online. Eppure un paio di amicizie (vere) e un affetto (vero) sono nate online anche per me. Ma rispetto alle persone (?) che ho incontrato online sono tre su mille. Semplicemente perché con le altre 997 non avevo niente in comune, né ho trovato niente da mettere in comune. Non credo sia così facile trovare perfetti sconosciuti con cui avere qualcosa in comune. Penso che invece sia molto facile trovare perfetti sconosciuti con cui *illudersi* di avere qualcosa in comune, o peggio *fingere* di avere qualcosa in comune. E non è nelle mie corde: illudermi cerco di evitarlo, fingere mi riesce male quindi non lo faccio se non sono costretto.

Ma le maschere e i personaggi che inevitabilmente si creano (online sempre, IRL meno spesso) non contano? si pretende di essere una persona, interagendo solo a parole? oppure c'è tutta una realtà non detta, una rete di canali alternativi (a partire dai DM) che alterano questa realtà e la percezione che si riesce ad averne? e in tal caso, riesce difficile pensare che la alterino "a loro insaputa" o in buona fede...

sabato 8 dicembre 2018

che brutto periodo

che brutto periodo sto vivendo!

Rileggo quello che ho scritto a giugno, e mi sento un'altra persona.

Riuscirò a riprendere il controllo?

Finiranno gli incubi notturni?

domenica 6 maggio 2018

amici

Ognuno ha un suo concetto di amicizia. Per me vuol dire soprattutto fedeltà assoluta, non fare mai del male agli amici, né in maniera diretta né indiretta, evitare che altri gliene facciano, se necessario intervenire per difendere la persona amica in difficoltà.

Non sempre e non tutti coloro che si incontrano nel nostro percorso la pensano (stavo per dire "la vivono") allo stesso modo. Purtroppo a volte si rischia di scoprirlo dopo un po'.

Non fa niente, è un investimento relazionale, emotivo andato a male scoprire che qualcuno non era poi quell'amico che diceva di essere. Non fa niente, come quando da ragazzi si cadeva dalla bicicletta: si sbuccia un ginocchio, fa un po' male, poi passa.

Un po' d'alcol e via.

giovedì 1 febbraio 2018

Felicità

Mi hanno chiesto, senza conoscermi, se sono felice.

Adesso no, almeno dal 2013. In passato ricordo periodi spensierati, mai incoscienti, e qualche attimo -eterno- di felicità.

Non rinnego la mia vita e, se tornassi indietro, probabilmente rifarei gli stessi errori, negli stessi momenti. O forse no. Ma tanto cambia poco.

Chiedo solo, se questo ha un senso, se esiste una qualche sorta di reincarnazione, di non tornare a essere umano: mi piacerebbe vivere una vita da merlo, o altro uccelletto libero nel cielo.

Oppure il buio infinito, inutile come l'esistenza.

domenica 2 aprile 2017

nove volte sette

Fai sette volte il giro intorno al Sole. Poi moltiplica per nove.
Gira la testa solo a pensarci. Eppure sono qua.
Certo, non va tutto bene. Certe cose sarebbero potute andare meglio, molto meglio di come sono andate. Comunque, non tutto è perduto. Sono ancora in piedi, a difendere con le unghie e coi denti quel che resta di me, della mia vita. Ci sarà un tempo in cui andrà meglio. Forse. O forse è giusto così, non poteva essere altro che così.
Fino a oggi ho amato, sono stato amato, ho guardato le cose belle del mondo con occhi sempre meravigliati, occhi meravigliosi. Ho ascoltato, e suonato, musica forte e dolce, musica meravigliosa. Per me. Per l'Universo intero. Raramente sono stato compreso per ciò che sono e per ciò che posso dare. Raro è prezioso. Forse ho qualcosa di prezioso. Bravo chi l'ha visto. Bravo io che ho tenuto il fuoco acceso, nonostante tutto.
Adesso forza, andare avanti. Come sempre, con molta più forza di quella che sembra ragionevole.
It's my way.

giovedì 30 marzo 2017

rette

Ci sono rette parallele, che non si incontrano mai. Poi ci sono rette incidenti. che si incontrano una sola volta e basta. Incidenti, appunto. Quasi come gli esseri umani. Ma gli esseri umani non sono rette, sono curve, a volte spirali. Si incontrano, poi si allontanano, poi qualche volta si incontrano di nuovo, sotto angoli diversi. Poi scoprono che forse avevano fatto bene ad allontanarsi, e così via. In ogni caso, non capiscono. I più saggi si rassegnano. Gli altri continuano ad essere dannati, in eterno.

venerdì 17 marzo 2017

verso l'imbrunire

"e il mio maestro mi insegnò come è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire"

mercoledì 15 marzo 2017

Un impiccio

L'ho sempre considerato un impiccio, un "male necessario". Sto parlando del mio corpo, del corpo in generale, come contrapposto a "tutto il resto" dell'esistenza, diciamo la vita mentale.

Ho sempre detto, credendoci, che se fossi nato in epoca antica sarei stato sacrificato giù dalla Rupe Tarpea: fin da piccolo avevo la vista cattiva, le gambe storte e non sono mai stato bello. Un tipo. Ma che se ne fa il mondo materiale di "un tipo"? Ce ne sono miliardi in circolazione.

Poi quella difficoltà, abbastanza manifesta, ad entrare in sintonia con le emozioni: possibile che la gente viva schiava delle proprie emozioni? Per me le emozioni sono sempre state segno dell'arrivo di qualche problema. Cardiologia. Meglio restare calmi, meglio ragionare che arrabbiarsi subito. Le vendette, casomai, fredde anzi surgelate.

Anche ora che ho superato la boa della vecchiaia, il corpo rappresenta più un problema che un mezzo. Un impiccio, appunto. Ciò che più mi manda in bestia è che abbiamo bisogno del corpo per entrare in contatto con altre anime. Allora meglio morti, o meglio ancora non-nati: lì le anime si parlano senza bisogno di questo scomodo intermediario. Esigente. Imperfetto. Difficile da gestire.

Un impiccio.

sabato 11 marzo 2017

12 marzo

Domani 12 marzo compirà 44 anni. Sono passati 14 anni da quando ci siamo conosciuti. Quante cose sono cambiate da allora nelle nostre vite, nella sua, nella mia.

Domani le farò gli Auguri, da lontano, come sempre. Chissà se ricorda ancora quei sei minuti alla stazione. Il robottino avrà le pile scariche. Meglio così.

domenica 1 gennaio 2017

Una Preghiera per Trump

Sono diventato vecchio, ormai, e non faccio più manifestazioni in mezzo alla strada, con l'eschimo addosso e le mani di Daniela nelle mie tasche. Però prego. Prego tutti i giorni che tu e tutti i tuoi amichetti guerrafondai possiate al più presto sprofondare nell'inferno più profondo degli inferni, prima che riusciate a sganciare qualche bombetta atomica in Medio Oriente (qui siamo sottovento, sai?) o in qualsiasi altra parte della Terra. Perché non siete i padroni della Terra, e non lo diventerete mai, neanche quando quelli come me saranno morti e sepolti. Questa è la mia maledizione su di voi, Amen.

giovedì 15 dicembre 2016

Chimica e Amore

ho troppo amore per la Chimica per credere che abbia qualcosa a che fare con l'Amore

lunedì 21 novembre 2016

Peccati capitali

Nella vita, ho imparato che non conta molto l'intenzione con cui si compiono (o si evita di compiere) certi gesti, ma l'effetto che si ottiene sugli altri.

Per esempio, evitare di rispondere a messaggi provenienti da una persona conosciuta denota un comportamento di superbia, non di indifferenza.