Eccomi qua, come sempre, come in fondo avrei desiderato.
Potete portarvi via tutti interi, anzi meglio. Quando c'è da chiedere, sempre pronti, siete tutti bravissimi.
Io no. Meglio non dover dire "grazie" a nessuno. Ad essere ingrato, non ci penso nemmeno.
Castelli di sabbia, ormai li faccio a memoria, senza neanche guardare. Appena finiti, un bel salto e giù, tutto da rifare.
Un tempo passavo il mio tempo a fare progetti, per nuovi castelli di sabbia. A giudicare dal piacere con cui venivo seguito, erano anche bei progetti. E discreti castelli.
Ora no. Mi piace costruire alla giornata. Alla fine, resterà qualcosa incompiuto. Meglio così. Volendo, ci sarà qualcuno che perderà tempo a cercar di capire, forse vorrà continuare. O forse no.
Dopotutto, l'effimero è il senso. E il senso sparisce.
domenica 30 dicembre 2007
sabato 29 dicembre 2007
venerdì 28 dicembre 2007
Piccoli e Grandi
Molto meglio
il chiasso caotico
dei bambini che urlano e giocano,
delle chiacchiere assurde e allucinate
dei grandi
che si credono
sapienti depositari della verità.
il chiasso caotico
dei bambini che urlano e giocano,
delle chiacchiere assurde e allucinate
dei grandi
che si credono
sapienti depositari della verità.
domenica 23 dicembre 2007
Non quest'anno
Non fatemi gli Auguri, quest'anno. Non me li merito, e comunque non li gradirei.
Andrà meglio, forse, l'anno prossimo. E speriamo che queste Feste passino per me inosservate e innocue.
Auguri a chi festeggia.
Andrà meglio, forse, l'anno prossimo. E speriamo che queste Feste passino per me inosservate e innocue.
Auguri a chi festeggia.
martedì 18 dicembre 2007
Ricorrenze
Tempi che passano. Ricorrenze che non fanno ricorrere altro che la nostalgia per quello che c'è stato e non c'è più.
Senso di effimero. Freddo, vento, a volte pioggia.
Ho imparato che il dolore alle ossa può essere un compagno di viaggio non più scomodo di uno che russa nella cuccetta di sotto.
E la prostata è troppo fragile per essere abbandonata nell'addome di maschi avventati, che non si curano si invecchiare in pace.
Tutto in salita.
Sarò scorbutico fino a gennaio. E forse anche oltre.
Senso di effimero. Freddo, vento, a volte pioggia.
Ho imparato che il dolore alle ossa può essere un compagno di viaggio non più scomodo di uno che russa nella cuccetta di sotto.
E la prostata è troppo fragile per essere abbandonata nell'addome di maschi avventati, che non si curano si invecchiare in pace.
Tutto in salita.
Sarò scorbutico fino a gennaio. E forse anche oltre.
domenica 16 dicembre 2007
Cinque Euro
Tu che suoni al citofono di una casa che non è mia, nemmeno più. Domenica mattina, ora di pranzo per i bravi vicini.
"C'è un biglietto" mi dici, per convincermi-costringermi a venire a vedere che c'è.
Quattro fogli, custoditi in una plastica trasparente, parlano di miseria e disoccupazione, di una raccolta di firme o di soldi.
Chiedi soldi per tua madre, in ospedale. Non ho voglia di ribattere, né di chiederti ulteriori spiegazioni. Scambio uno sguardo, assonnato, distratto forse. Oppure attratto. Sicuramente astratto. In tasca ho 5 €: ti porgo il foglietto azzurrino, ho solo questi.
Mi chiedi se ci sono bambini piccoli, se ho vestiti da dare. Non ce ne sono di bambini piccoli. A parte quello che resta vivo dentro di me.
Te ne vai e chiudo il cancello fra la mia ignavia e la tua vita nomade e incerta. Forse.
"C'è un biglietto" mi dici, per convincermi-costringermi a venire a vedere che c'è.
Quattro fogli, custoditi in una plastica trasparente, parlano di miseria e disoccupazione, di una raccolta di firme o di soldi.
Chiedi soldi per tua madre, in ospedale. Non ho voglia di ribattere, né di chiederti ulteriori spiegazioni. Scambio uno sguardo, assonnato, distratto forse. Oppure attratto. Sicuramente astratto. In tasca ho 5 €: ti porgo il foglietto azzurrino, ho solo questi.
Mi chiedi se ci sono bambini piccoli, se ho vestiti da dare. Non ce ne sono di bambini piccoli. A parte quello che resta vivo dentro di me.
Te ne vai e chiudo il cancello fra la mia ignavia e la tua vita nomade e incerta. Forse.
venerdì 14 dicembre 2007
O tempora, o mores
“Quando Giuseppe si svegliò, fece come gli aveva ordinato l’angelo di Dio e prese Maria in casa sua.
E senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamo Gesù”
E senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamo Gesù”
Avete fatto il Presepe ? quest'anno va di moda senza Bue e Asinello, mangiatoia ecc.
Povere bestie: licenziate in tronco ! senza nemmeno un minimo di preavviso !
Pare che Giuseppe, intervistato dai giornalisti su quella faccenda di Maria, abbia risposto, in dialetto toscano: "So una sega !"
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