Oppure mi tengo i miei pensieri dentro, che non interessano nessuno.
Ognuno scrive pezzi di sé, di come si vorrebbe, di come vede e sente, di com'è o crede di essere.
La veglia e il sonno si alternano, a volte si sovrappongono: i desideri discendono da sensazioni e generano sogni. I sogni si trasformano spesso in delusioni. Com'è strana tutta questa potenza della mente che va sprecata. L'uomo è un evento complicato, improbabile, poco comprensibile. Eppure basta un click per uccidere un uomo, per buttare una coscienza nel buio baratro da cui non farà ritorno.
Oppure non si riesce ad essere completamente razionali.
sabato 18 ottobre 2008
giovedì 16 ottobre 2008
Analfabeti
Italiani: un popolo di santi, poeti, navigatori ? No ! Un popolo di analfabeti ! Almeno stando a come si comportano certe strutture pubbliche (ASL, Ospedali), che spostano le casse per il pagamento dei ticket (fin qui nulla di male), ma il cartello "le casse sono state spostate nell'edificio di fronte" lo mettono dentro il vecchio edificio, e non all'ingresso: forse pensano che è inutile, perché non sappiamo leggere ?
Le stesse strutture, poi, non informano il pubblico sul fatto che "certe visite" vanno prenotate per telefono, ma ti fanno fare 1 ora di coda (alle casse, appunto) e poi, dopo inopportuna ramanzina, ti consegnano un fogliettino con numeri e orari. Anche qui, sono convinti che un cartello in bella mostra non sarebbe comprensibile al "pubblico".
E vogliamo parlare delle prenotazioni ? Una visita "urgente" viene prenotata a distanza di 2 mesi: forse ottimizzano, pensando che uno nel frattempo potrebbe essere morto ? Oppure... ma no, quello a cui sto pensando sarebbe un reato: "interesse privato in atti pubblici" !
Rientro, silenziosamente ma non troppo, nella massa di utenti analfabeti.
Le stesse strutture, poi, non informano il pubblico sul fatto che "certe visite" vanno prenotate per telefono, ma ti fanno fare 1 ora di coda (alle casse, appunto) e poi, dopo inopportuna ramanzina, ti consegnano un fogliettino con numeri e orari. Anche qui, sono convinti che un cartello in bella mostra non sarebbe comprensibile al "pubblico".
E vogliamo parlare delle prenotazioni ? Una visita "urgente" viene prenotata a distanza di 2 mesi: forse ottimizzano, pensando che uno nel frattempo potrebbe essere morto ? Oppure... ma no, quello a cui sto pensando sarebbe un reato: "interesse privato in atti pubblici" !
Rientro, silenziosamente ma non troppo, nella massa di utenti analfabeti.
Credevo fosse infarto ...
Credevo fosse infarto, invece era un calesse. Forse quel genio di Troisi ci avrebbe scritto un film. Io invece mi sono svegliato sabato con un brutto dolore al petto, e ho trascorso una brutta giornata al prontosoccorso. Dopo 7-8 buchi in varie parti delle braccia e oltre 12 ore passate là dentro, la Medicina Ufficiale ha decretato che non si trattava di infarto né di altro evento cardio-circolatorio.
Mi sto riprendendo. No, non sto girando un film da solo su me stesso. Sto lentamente superando quell'atmosfera surreale che mi prende ogni volta che "qualcosa" mette in discussione il mio credermi "eterno e inalterabile".
D'altra parte, solo i depressi pensano continuamente alla Morte. Gli altri ci pensano saltuariamente, come se non gli appartenesse.
Sono la solita Fenice, che risorge dalle proprie ceneri, anche se stavolta le ceneri erano di un fuoco fatuo. Meglio. Respiro, a tratti con una certa fatica. Salgo scale e rampe, porto pesi. Tutto regolare. Guido, porto mia figlia a scuola. Faccio la spesa, pulisco casa (poco, in verità). Stendo i panni rossi e quelli blu separatamente, dopo averli lavati separatamente nella lavatrice.
Ma non chiedetemi di tornare a lavorare: non fino a lunedì.
Mi sto riprendendo. No, non sto girando un film da solo su me stesso. Sto lentamente superando quell'atmosfera surreale che mi prende ogni volta che "qualcosa" mette in discussione il mio credermi "eterno e inalterabile".
D'altra parte, solo i depressi pensano continuamente alla Morte. Gli altri ci pensano saltuariamente, come se non gli appartenesse.
Sono la solita Fenice, che risorge dalle proprie ceneri, anche se stavolta le ceneri erano di un fuoco fatuo. Meglio. Respiro, a tratti con una certa fatica. Salgo scale e rampe, porto pesi. Tutto regolare. Guido, porto mia figlia a scuola. Faccio la spesa, pulisco casa (poco, in verità). Stendo i panni rossi e quelli blu separatamente, dopo averli lavati separatamente nella lavatrice.
Ma non chiedetemi di tornare a lavorare: non fino a lunedì.
lunedì 13 ottobre 2008
Casi della vita
C'è chi nella vita si mangia il fegato.
A me invece è morto il pancreas.
Addio cioccolata !
venerdì 10 ottobre 2008
Come si sono estinti i Dinosauri
Rimane ancora un mistero, nonostante siano stati fatti studi basati sui ritrovamenti archeologici e paleontologici. Secondo me, un fatto è innegabile: improvvisamente, non erano più compatibili con l'ambiente circostante.
La stessa cosa si potrebbe dire dell'economia globale che, a caso o per volontà di alcuni, si è andata creando in questi ultimi 30-40 anni.
Se non è compatibile con l'ambiente circostante, è destinata a scomparire. Portandosi appresso l'umanità oppure (meglio) da sola.
La stessa cosa si potrebbe dire dell'economia globale che, a caso o per volontà di alcuni, si è andata creando in questi ultimi 30-40 anni.
Se non è compatibile con l'ambiente circostante, è destinata a scomparire. Portandosi appresso l'umanità oppure (meglio) da sola.
domenica 5 ottobre 2008
Prima di mettermi a lavare i piatti
Non c'è lavastoviglie, in questa casa. Forse per farmi sentire ancor più precario. Sono stanco come in quelle mattine in cui. La lavatrice gira i suoi panni, immaginando che siano miei. Fuori il cielo mente una giornata di sole, con tanto di vento freddo e strisce di nuvole pronte a condensarsi in temporale con grandine. La mia coscienza scorre un "backlog" di doveri non adempiuti che è più lungo di quello del software Microsoft.
Prima di mettermi a lavare i piatti di ieri, mi siedo di fronte a questo schermo e scrivo. Non mi interessa chi mi leggerà. Ho buttato un'oretta del mio tempo.
Mi sento ricco di tempo, anche se non lo sono affatto.
Prima di mettermi a lavare i piatti di ieri, mi siedo di fronte a questo schermo e scrivo. Non mi interessa chi mi leggerà. Ho buttato un'oretta del mio tempo.
Mi sento ricco di tempo, anche se non lo sono affatto.
sabato 4 ottobre 2008
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