lunedì 11 marzo 2024

E ancora

 Ancora non è finita. In realtà, finché non finisce non lo è, ma prima o poi sarà finita davvero.

Di notte ho un nuovo doloretto a sinistra, fra l'ascella e la spalla. Fino a poco fa, di giorno scompariva. Ora è quasi fisso. Ma con questo tempo umido, piovoso e freddo, potrebbe anche essere un dolore reumatico.

Mi illudo.

Venerdì ho di nuovo visita, lo dirò al dottore. Ma non spero in nessuna soluzione a breve.

mercoledì 28 febbraio 2024

Rieccomi

 Rieccoci, anzi rieccomi.

Dove eravamo rimasti?

Non lo so. La novità più importante in questo mio periodo di silenzio è stata l'infarto.

Già, all'inizio di settembre ho sentito quel dolore, che non passava. E quella giovane dottoressa del PPS ha fatto il test specifico e ha diagnosticato giusto.

Solo una mezz'oretta di attesa dell'ambulanza, altri 40 minuri di viaggio col "sismografo" attaccato, l'arrivo con la sirena al Pronto Soccorso del Grande Ospedale, l'ingresso quasi immediato nella Sala Operatoria che mi stava aspettando.

La procedura, tutta da sveglio. A parte il fastidio per l'anestesia locale al polso, poi la cannula infilata fino all'aorta, l'attrezzo infernale per la mappatura delle cotonarie. Due stent installati. Infine il ricovero.

UTIC. Terapia Intensiva Coronarica. Dopo due o tre giorni ero già in piedi. Il decorso è andato bene, tanto che sono qui a scriverne. A distanza di quasi sei mesi, dodici specialità medicinali mi fanno compagnia durante il giorno, con sette appuntamenti quotidiani, dalle 7 di mattina alle 22. C'è di peggio. Posso fare una vita quasi normale. Esco, cerco di camminare molto, tempo permettendo. Cerco di non arrabiarmi, umani permettendo. Conosco a memoria tutti i farmacisti, e devo dire che le farmaciste sono più simpatiche. Faccio il buffone più di prima, mi tolgo molti sassolini dalle scarpe. Roba così.

Venerdì altre analisi. Poi altre visite, Tutto sotto controllo. Almeno spero.

venerdì 6 gennaio 2023

Ricomincia

 È ricominciato? È solo una convenzione. Un'orbita ellittica non ha né inizio né fine.

Convenzioni. Quelle buone e utili non siamo in grado di crearle né di rispettarle.

Giostre.

lunedì 31 ottobre 2022

Fra tanta gente

 In mezzo a tanta gente non si sentono i suoni più importanti: il canto degli uccelli, lo stormir delle fronde, il battito del cuore. Irregolare, costante.

martedì 26 aprile 2022

Realtà e fantasia

 "Ogni persona che passa nella nostra vita è unica.

Sempre lascia un po' di sé e si porta via un po' di noi"

(Borges)

Chi non lo capisce non dovrebbe avere il diritto di passare nella nostra vita, nemmeno di striscio.

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La Realtà ha sempre Ragione.

Ma la Fantasia, il Sogno hanno la restante parte dell'Essere umano.

Fuga e fughe

 Serve uno spazio in cui annotare i propri pensieri, lontano dalla chiacchiere e dalla quotidianità. Sono rimasto assente, ma non ho dimenticato. Torno a casa.

mercoledì 16 giugno 2021

Maturità

 Il mio esame di maturità, la seconda prova scritta, di Greco, una versione impossibile, il membro interno (la prof. di Greco e Latino) che ci suggerisce di nascosto la versione sbagliata. Non me lo sono dimenticato e non me lo dimenticherò. E poi all'orale il Presidente che chiedeva a tutti Trigonometria, che non era nel programma. Altro che tesina e colloquio orale!

E quello interrogato dopo di me, il quale, alla solita domanda che il Presidente rivolgeva a tutti "Quale materia introdurresti nel nuovo ordinamento del Liceo?" rispose: "La Scaccologia". Non fa ridere, se non si sa che il suddetto studente aveva come attività principale durante l'anno quella di scaccolarsi compulsivamente il naso.

Io invece avevo risposto seriosamente: "La Psicologia".


venerdì 11 giugno 2021

Marco

Cinque lunghi anni di frequentazione. L'età dell'adolescenza lascia il segno. Compagni di banco non è solo il titolo di un film. Ci vedevamo quasi tutti i pomeriggi, per studiare ma anche per attraversare Roma a piedi, da via La Spezia a piazza Risorgimento (il ritorno per lo più in autobus, con la tessera da studenti o senza biglietto). Attività: soprattutto parlare. Di noi, dei nostri problemi, di cazzate che facevano ridere soltanto noi, dei compagni e delle compagne di classe, dei primi amori.

Ci eravamo persi di vista, dopo qualche rimpatriata e qualche cena fra ex compagni di scuola. Mirabile la sua imitazione del prof. di Filosofia, rimasta patrimonio di tutta la classe. Non eravamo noi i più simpatici della classe, e nemmeno quelli più amati dalle ragazze. Ma avevamo una nostra nicchia, di simpatie, amici, amiche...

Ora Marco non c'è più. Una fine dolorosa e sicuramente non meritata. 

Sono convinto che prima o poi ci rivedremo, e faremo lunghe passeggiate da un lato all'altro del Purgatorio, ritorno in autobus rigorosamente senza biglietto.

giovedì 21 gennaio 2021

Stent by me

 Può capitare a volte di trovarsi improvvisamente in mezzo a una tempesta, anche dopo una giornata di sole. Può capitare che tutto precipiti in poche ore, che nessuno riesca a capire come aiutarti. Può capitare di ritrovarsi su un'ambulanza (per la prima volta!) nel cuore della notte, essere sballottato per 40 km (oh, come sballottano le ambulanze, nemmeno il luna park!) perché i tagli alla Sanità (o salute) hanno fatto chiudere ospedali e pronto soccorso a distanze più umane.

Umano: ecco, sembra che svanisca tutto ciò che è umano, e rimanga soltanto ciò che è animale: corpo, sangue, dolore. Poi improvvisamente la creatura che accompagna la tua corsa in ambulanza ti sorregge nelle curve (nonostante tu sia strettamente legato alla barella), ti conforta facendo un po' la guida turistica e un po' il localizzatore satellitare ("Qui c'è la discesa, mancano 10 km, ci siamo quasi") e tutto torna umano. La prima cosa che ti fanno quando scendi è il tampone (bleah!).

Poi inizia la nota trafila: visita-esami-diagnosi-reparto. Che però si rivelerà il reparto sbagliato, perché la diagnosi era sbagliata. Poco male, perché a causa della situazione Covid questo reparto è accorpato con un altro, che invece è il reparto giusto. Ricomincia la trafila: visita-esami-diagnosi. Fino ad arrivare alla prescrizione: installazione chirurgica di uno Stent JJ.

La sala operatoria, la prima della tua vita, se si esclude l'operazione alle tonsille quando avevi 7 anni, è bellissima. Sembra un'astronave di un film di fantascienza. Chi ti prende in carico è un po' nervoso perché tu devi essere operato a destra, mentre la postazione libera è sinistra. Mettono il letto al contrario (non sarà la prima volta - pensi). Poi l'anestesista decide che è una cosa da poco, e ti fa dare il gas, invece di sostanze in vena. Il risveglio è lieve, è passata poco più di mezz'ora, e tu sei solo qualche grammo più pesante, dal lato destro. Ma non lo senti.

Ti riportano al reparto e ricominci a parlare col tuo amico Andrea, che occupa l'altro letto nella stessa stanza, operato il giorno prima. E tutto torna umano, La tempesta è quasi passata, ma si vedono ancora i lampi, in lontananza.


mercoledì 1 aprile 2020

Fast Forward

- Buongiorno, dissi quando la incontrai di nuovo per strada, molti mesi dopo.
- Ciao, rispose, come se non fosse successo nulla.
- È ancora impegnata con gli interventi sociali? chiesi un po' provocatoriamente.
- Ma non eravamo passati al "tu"? disse piuttosto sorpresa.
Sorrisi, in un modo che voleva dire: ma chi vuoi prendere in giro! Invece, dissi:
- Non ricorrono le condizioni.
Sembravo un avvocato. Forse avevo letto troppi romanzi di Carofiglio.
Non reagì, incassò il colpo.
- Arrivederci, si congedò lasciando volutamente senza risposta la mia domanda.

Eh sì, pensai: ci sono cose più interessanti da fare che stare a chiacchierare a distanza con un vecchio mezzo rimbambito. E anche persone più stimolanti da frequentare.

- Arrivederci, salutai, pensando: speriamo non troppo spesso.

sabato 21 marzo 2020

L'uccelletto

È tornato. L'uccelletto buffo che c'era l'anno scorso sul tetto della casa di fronte è tornato. In realtà, non sono sicuro se sia esattamente lui, o uno della sua specie. Però canta allo stesso modo. Per me è lo stesso. L'anno scorso ho speso parecchio tempo, online e offline, a cercare di identificare la specie a cui appartiene l'uccelletto, solo in base al suo particolare modo di cantare. Sì perché il maledetto uccelletto non si fa vedere, se non piuttosto fugacemente quando vola via. O forse io sono troppo cecato per riuscire a vederlo bene.

L'anno scorso, però, la situazione era completamente differente. Non avevo grosse preoccupazioni, e quindi potevo dedicare una parte considerevole del mio tempo alla ricerca di una classificazione dell'uccelletto. Quest'anno -forse- posso dedicare alle mie ricerche più o meno lo stesso tempo che ho sprecato l'anno scorso, ma per motivi diversi.

Nel frattempo lui è là, a ricordarmi -certo inconsapevolmente- che la vita continua e che la realtà ha sempre ragione.

giovedì 19 marzo 2020

La Festa del

La "Festa del papà" è una di quelle ricorrenze che mi aiuta a sentirmi in colpa. Più del solito, intendo.
Come disse giustamente una psicoterapeuta dell'età evolutiva che ho avuto il piacere di conoscere: figli si nasce, tutti. Alcuni diventano genitori: per sempre. E io lo sono diventato.

Specialmente in periodi di oggettiva difficoltà, mi viene da chiedermi che cosa ho dato ai miei figli: lasciando da parte le cose materiali, soprattutto la possibilità di studiare che, come mi ha insegnato mio padre, è l'unica che veramente ci libera dalla schiavitù dell'ignoranza. A parte questo, ho dato loro molta della mia presenza, serate e notti a parlare di esperienze che potessero stimolare la loro voglia di fare e di andare avanti. Mattine con la più piccola, mentre l'accompagnavo a scuola, a parlare di tutto, dal sonno, alla sua passione per la musica e la danza, ai suoi sogni.

Poi mi chiedo che cosa lascerò loro: una abitazione in zona sismica, molti cattivi esempi, i miei libri. Poca cosa per consentire loro di affrontare la vita. Ma nel frattempo sono cresciuti. Con e senza di me. Sicuramente fuori di me. Non è né bene né male: è la vita, la realtà, quella che ha sempre ragione.

lunedì 9 marzo 2020

Corona

Non so che cosa abbia di regale questo nuovo virus che sta circolando.
So che sta mettendo a nudo molte caratteristiche che le persone di solito tendono a nascondere.
Mi sembra che in molti, troppi casi si dia più importanza alle faccende economiche (i soldi), invece che alla salute di ognuno.
E forse questo è il problema maggiore, che sta alla base di tutti quei comportamenti irrazionali, stupidi e dannosi (per sé e per gli altri), che in questi giorni si stanno consegnando alle cronache: si fugge da una zona dichiarata pericolosa, pensando di evitare così il contagio, e invece si diventa in molti casi veicolo di quello stesso contagio. Si chiama egoismo, egocentrismo, ma soprattutto stupidità, perché, oltre a produrre un danno, oggettivo o potenziale, agli altri, non arreca nessun vantaggio a chi lo fa.
Dicono tutti che sarà una battaglia lunga, incerta. Alcuni nascondono dietro l'incertezza la loro incapacità a guardare lontano, ad includere nel loro sguardo quello che meccanicamente chiamano Società.
Non basta il coraggio per vincere sfide come questa, serve anche una certa dose di culo. Ma certamente non basta il culo, se manca il coraggio. E la Ragione.

sabato 18 gennaio 2020

L'anima nello stomaco

Lo dico sempre, lo dico spesso: ho l'anima nello stomaco.

Ogni volta che qualcosa non va, lo sento nello stomaco.

Ogni volta che sto male di stomaco, mi sembra che l'anima stia per volare via.

Come stanotte. Dormivo così bene, in compagnia dei miei soliti incubi. E invece. Mi sono svegliato col mal di stomaco. Mi sono alzato. Mi sono rimesso a dormire, E poi mi sono svegliato di nuovo.

Non c'è un motivo apparente. O forse è talmente tanto apparente che non riesco a vederlo. Mi sono messo a correggere del software che avevo scritto così, quasi per gioco, ma poi qualcuno ci conta, e lo usa. Mi sono messo a leggere le solite cose in internet. Erano più o meno sempre le solite. Ora sono qui che scrivo, e il mal di stomaco sta transitando nella pancia.

Sarà l'influenza. Ma l'influenza de che?

lunedì 30 dicembre 2019

Anni e anni

Uno dopo l'altro. Li vedi solo uno alla volta, quando arrivano. Ma quando sono passati, sono lì, tutti insieme. O quasi: almeno fino a dove trovi il coraggio di guardare.

Non mi lamento. Sì ogni tanto mi lamento, ma più per le cose fisiche, gli impicci inevitabili. In linea generale invece non ho niente di cui lamentarmi.

Non ho perso occasione per riempire questa mia vita di sensi di colpa: sarà un fatto genetico, la remota appartenenza alla stirpe ebraica? oppure il perenne sentirsi dalla parte degli ultimi, anche se non proprio l'ultimo.

Non è dato sapere a che cosa è servito, se mai sarà servito a qualcosa. Ci vuole umiltà, forse molta di più di quella che normalmente riesco a mettere in campo.

Un abbraccio a me stesso, a presto.

lunedì 14 ottobre 2019

Negativo

E così non ci andrò. Non andrò a quell'appuntamento, non guarderò ancora una volta i miei sensi di colpa dritto negli occhi.

Avevo sentito qualcosa di strano già dal momento in cui me l'aveva proposto, per telefono. "il 14 è il mio compleanno, vieni a pranzo con me?". Come si fa a dire di no a una donna, a una persona, a un essere umano che hai tenuto in braccio quando era completamente sotto la tua protezione. E forse lo è ancora.

E invece nella vita reale, quella vissuta fuori dai film e dai sogni, ci sono contrattempi, ostacoli. Roba che ti impedisce di prendere la macchina, e poi il treno, e poi andare a incontrarla, e parlare, con le parole che si affollano, lasciando uscire sempre le più inutili per prime. Sempre guardandosi negli occhi di sfuggita, sempre con quell'adorazione che è naturale in questi casi, ma un po' è figlia dei sensi di colpa che uno si porta dentro per aver deciso che qualcun altro dovesse a un certo punto esistere.

Figlia, sì. Ecco un altro senso di colpa da aggiungere a quell'altra montagna, che non potrò mai più scalare.

giovedì 13 giugno 2019

comunicazione


Avevo perso di vista il problema. Voglio dire il mio problema. Magari per altri va bene così.

Si incontra qualcuno. Sempre più spesso non ci si guarda nemmeno negli occhi. Si comincia a parlare. Per conoscersi. Niente di male. Le frasi corrono, velocissime.

Poi, a un certo punto. Bastano pochi giorni. Fosse per me, andrebbe avanti tutto come prima. Sì, magari bisognerebbe fare un piccolo sforzo di fantasia: per trovare gli argomenti, i toni, le situazioni giuste. Una roba semplice, lineare. Senza pretese.

Invece, tutto raggiunge una discreta velocità. Poi. Si. Ferma. O rallenta moltissimo. Senza un motivo. Apparente. Senza un motivo che sia per me apparente. Forse dall'altra parte è persino ovvio.

Cade la comunicazione.

Eppure la bolletta emotiva sono convinto di averla pagata. Anche troppo.

Cambierò provider. O resterò senza comunicare per un po': mesi, anni. Finché non avrò di nuovo perso di vista il problema.

domenica 23 dicembre 2018

25 dicembre

E come tutti gli anni, anche quest'anno il Natale è arrivato.

Sempre triste, da quando non è più quello che facevo da bambino a casa di zio.
Sempre più triste, da quando non ci sono più i miei genitori.
Triste perché non riesco (più) nemmeno a trascorrerlo con i figli.

Triste perché la salute se ne va, anche più velocemente di quello che pensavo.
Triste come una parentesi da chiudere subito, prima che.

Passano gli anni, nella vana attesa, nell'ansia di crollare definitivamente fra i derelitti, dopo una vita in cui ho avuto sempre molto più di quello che mi serviva, in cui non ho chiesto nulla, non ho preteso nulla, nemmeno ciò che mi serviva. Passano, e cerco di non fare confronti con chi vedo: stanno tutti meglio di me, almeno sembra.

Tornerà un'altra Primavera, mai bella come certe che ho vissuto, ma sempre bella. Spero presto.

sabato 22 dicembre 2018

Spam natalizio

Stamattina nelle mail ne ho trovate due nuove: 1) Renzi Enews, 2) Emergency che mi rassicura che in Afghanistan si continua a morire.

In altri tempi avrei letto che cosa aveva da dirmi Renzi e mi sarei informato su Emergency, per potergli dare il mio otto per mille.

Oggi non me ne importa niente di come Renzi tenti ancora di ricostruire la DC sotto falso nome (la DC, non Renzi), né mi servono informazioni per destinare un otto per mille che non c'è perché il mio reddito è zero.

Tra l'altro, poiché il mio reddito "di cittadinanza" è zero, allora sono apolide: era ora che qualcuno se ne accorgesse!

giovedì 20 dicembre 2018

Social Network

Da qualunque parte lo guardi, non riesco a trovare il senso dell'oggetto Social Network. Quando ero su FaceBook, l'unica esperienza degna di nota è stata partecipare a un gruppo di dializzati e trapiantati di reni, che gravitava nell'Emilia. Ci ero capitato per caso, seguendo una che avevo "conosciuto" sempre su FB. Erano abbastanza simpatici, mediamente, e anche se a volte si lamentavano per le loro patologie, riuscivano a trovare il lato divertente della vita. Una volta hanno anche organizzato una cena in una pizzeria di Reggio Emilia, a cui non ho partecipato a causa della lontananza e per motivi economici. A parte questo singolo episodio, terminato quando mi sono cancellato da FaceBook per altri motivi, non arrivo a comprendere l'entusiasmo di chi trova sui Social Network qualcosa di interessante. Ho vissuto in prima persona la stagione dei Blog, ero uno degli animatori di Roma Blogger Corner ai tempi di Splinder. Ogni tanto ci vedevamo a cena, si parlava di qualsiasi cosa, alcuni erano anche simpatici, qualcuno mi seguiva sul Blog e io seguivo i loro. Ogni tanto ci commentavamo. Anche lì c'erano dinamiche interpersonali di vario tipo: amicizie, avventure amorose di vario tipo, qualche scaramuccia (a cui non ho mai partecipato). Ma, come sanno benissimo anche le intelligenze artificiali e i sociologhi della rete, nonché gli esperti di comunicazione online, un Blog è una cosa completamente diversa da un Social Network. Non mi interessa qui fare la teoria dei Blog, si trova molto materiale in giro, anche in rete. Il fenomeno a cui non riesco a trovare una collocazione è il Social Network "di parole" (non quelli in qualche modo legati ad altre modalità espressive). Provo la stessa indifferenza che provavo nei confronti delle BBS (a cui infatti mai ho partecipato). Botta e risposta con perfetti sconosciuti: boh. Anche se poi a volte ci si ritrova intorno a un tavolo con la scusa di una pizza, quelli (e quelle) restano perfetti sconosciuti. Sarà che per fare amicizia ho altri canali, privilegio persone con cui ho qualcosa di reale in comune. Poi magari li ritrovo online. Eppure un paio di amicizie (vere) e un affetto (vero) sono nate online anche per me. Ma rispetto alle persone (?) che ho incontrato online sono tre su mille. Semplicemente perché con le altre 997 non avevo niente in comune, né ho trovato niente da mettere in comune. Non credo sia così facile trovare perfetti sconosciuti con cui avere qualcosa in comune. Penso che invece sia molto facile trovare perfetti sconosciuti con cui *illudersi* di avere qualcosa in comune, o peggio *fingere* di avere qualcosa in comune. E non è nelle mie corde: illudermi cerco di evitarlo, fingere mi riesce male quindi non lo faccio se non sono costretto.

Ma le maschere e i personaggi che inevitabilmente si creano (online sempre, IRL meno spesso) non contano? si pretende di essere una persona, interagendo solo a parole? oppure c'è tutta una realtà non detta, una rete di canali alternativi (a partire dai DM) che alterano questa realtà e la percezione che si riesce ad averne? e in tal caso, riesce difficile pensare che la alterino "a loro insaputa" o in buona fede...